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Peperoncino, che passione ! Catalogo di specie e varietà di peperoncino piccante

Colpito al cuore dal peperoncino

Mercoledì 23 Novembre 2011 - Dicono di noi

PRATO. C'è chi ha l'hobby di collezionare monete e chi di coltivare peperoncino. Paolo Tesco da due anni ha trasformato il giardino di casa dei suoi genitori in una coltivazione di 120 piante che producono 1,2 kg di peperoni ciascuna.
«È nato tutto per caso - spiega -, dalla mia passione per il peperoncino di cui sono molto ghiotto. Tre anni fa ho deciso di iniziare a coltivarli per conto mio, un modo anche per allontanarmi dal computer». E così è cominciata l'avventura.

«Non sapevo nulla di come si potessero coltivare queste piante, cosi mi sono documentato su internet e mi sono iscritto ad un forum dove ho iniziato ad apprendere i primi rudimenti di quest'arte». Il secondo passo è stato l'acquisto dei semi - i più lontani e anche quelli più piccanti arrivano dal Bangladesh -, e la predisposizione di tutta la struttura per la coltivazione.
«Il clima di Prato è abbastanza buono - spiega Tesco - ma è necessario che nei primi mesi i semi stiano costantemente al caldo, per questo ho creato una sorta di serra artificiale». In una cassa illuminata e scaldata dalle lampade HPS, Tesco tiene per 5 mesi i semi a germogliare, prima nella bambagia e poi in piccoli vasi, successivamente vengono trasferiti nei vasi grandi dove iniziano a fare fiori e poi frutti.

Le varietà sono tantissime e nel giardino di Tesco c'è anche una specie rara che ha fiori, frutti e foglie nere. Ora che è diventato un coltivatore esperto, si sta specializzando, insieme all'associazione Aispes, nell'isolare nuove varietà.
«Sono ancora nella fase di sperimentazione - spiega - ma sto lavorando a Kiss Lorraince una varietà molto piccante, rossa, dalla forma allungata». Il supporto dell'associazione in questo caso è fondamentale. «Il nostro obiettivo è far conoscere la cultura del peperoncino che tra l'altro ha anche effetti importanti sulla cura di alcune patologie».

La coltivazione prevede anche la trasformazione del prodotto, ovviamente per uso familiare anche se i quantitativi stipati nella cucina di Tosco sono a carattere industriale. Cinque le lavorazioni che i peperoncini pratesi subiscono; crema, marmellata, olio, sale, polvere adatta per ogni tipo di arrosto e tabasco, ottenuto con un procedimento particolare che prevede il riposo per sei mesi in botti di rovere.
Quest'anno Tesco si è spinto oltre e ha anche realizzato anche una grappa al peperoncino.

Alessandra Agrati - Il Tirreno - Prato

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